Politiche di riciclo. L’etica di Mauro: da Ragusa al Senato con i voti dei campani

L’ex presidente della provincia di Ragusa Giovanni Mauro candidato ed eletto al Senato con la lista Pdl in Campania. Da mesi si vociferava di una sua candidatura a sindaco di Ragusa giustificata anche da alcuni ambigui manifesti:  «Ragusa ritorna protagonista».

Da tempo ormai siamo abituati ai politici che si riciclano, da un partito all’altro per costruirsi una nuova carriera politica e assicurarsi un’altra poltrona. Tra i casi più recenti ed eclatanti ci sono Antonio Razzi e Domenico Scilipoti che da parlamentari dell’Italia dei Valori sono diventati salvatori dell’ultimo Governo Berlusconi che li ha ripagati candidandoli in Abruzzo e Calabria.

Lo spoglio di ieri ci ha regalato una nuova frontiera del riciclo, quello geografico. Nascere e crescere politicamente in un territorio per poi al momento del declino riciclarsi in un altro. Un nuovo e raffinato metodo per trovare nuove poltrone da occupare. Protagonista di questa finissima operazione è Giovanni Mauro, ex di Forza Italia, di Pdl, di Grande sud e adesso nuovamente alla corte di Silvio Berlusconi. Nel suo pedigree non mancano i guai con la giustizia e una condanna definitiva. È stato ex presidente della provincia di Ragusa, ex presidente del Consorzio universitario di Ragusa, ex deputato ed ex senatore. Le ultime elezioni gli hanno riaperto le porte di Palazzo Madama dove tornerà come senatore campano. Un riciclo in piena regola, nella terra in cui sono maestri nel riciclare i rifiuti altrui.

Qualche mese fa, a pochi giorni dalle elezioni regionali in Sicilia, dichiarava: «di fronte a una classe politica che ha distrutto, per distrazione o incompetenza, ciò che avevamo costruito a cavallo tra gli anni novanta e il duemila, è doveroso tornare in campo. Non importa se alla Regione, al parlamento nazionale o nella sindacatura di Ragusa, non inseguo primati personali, ma mi accorgo che la nostra comunità non è più rappresentata. Per questo torno alla politica attiva nel territorio. Lo faccio da cattolico, che sente il peso dell’etica della conoscenza e dell’etica della responsabilità».

Davanti ad un territorio che non è più rappresentato, un politico come Mauro non poteva rimanere sordo e fermo. Dopo le voci su una sua candidatura all’Ars e come sindaco di Ragusa ha deciso di puntare dritto a Senato passando per il voto dei campani. «Rifacciamo il patto territoriale, rimettiamo al centro le nostre piccole e medie imprese e l’occupazione. Ma serve credibilità e capacità di sintesi per fare questo. Gli slogan, i sei per tre, i baci e gli abbracci a bambini e vecchietti li lasciamo ad altri», diceva Mauro a fine settembre scorso mentre a Ragusa i suoi ambigui 6×3 recitavano: «Ragusa ritorna protagonista».

Ragusa non sapremo se ritornerà protagonista, di sicuro lui è tornato al Senato grazie al dodicesimo posto che gli hanno riservato nella lista del Pdl in Campania. Una vera fortuna per i siciliani che potranno contare sui venticinque senatori eletti in Sicilia e su uno eletto in Campania.

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