Un’occupazione molto smart

Accademia di belle arti / Showdesk, proiezioni, lezioni aperte. E’ arrivato persino Beppe Grillo nell’aula magna occupata dagli studenti. Una protesta avviata a dicembre per denunciare la carenza di spazi è diventata occasione di aggregazione culturale.

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Dai balconi dell’Accademia di Belle Arti di Catania penzola un lungo striscione che recita: artisti socialmente inutili. È lo striscione che gli studenti dell’Accademia hanno portato ai cortei che, nei mesi scorsi, hanno visto la partecipazione di migliaia di studenti. Dopo la manifestazione del 14 dicembre, gli iscritti all’Accademia hanno deciso di occupare l’aula magna per esprimere il loro dissenso verso la riforma universitaria proposta del ministro Gelmini e per denunciare la mancanza di aule e laboratori che da tempo crea disagi agli studenti.

Da quasi due mesi, l’aula magna dell’Accademia è occupata e, in questo lasso di tempo, gli studenti si sono impegnati per dimostrare di non essere del tutto inutili. Durante la lunga occupazione l’aula magna è stata teatro di lezioni aperte, proiezioni di film, mostre e incontri. Anche il comico e fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, a Catania per uno spettato, è passato da quell’aula per una affollata assemblea. Ho appoggiato sin dall’inizio la loro linea perché la loro protesta è atipica e costruttiva. I ragazzi si sono impegnati nell’elaborazione di una proposta e presto presenteranno la loro piattaforma culturale a tutta la classe docente, ci racconta Carmelo Nicosia direttore dell’Accademia.

Il nodo degli spazi è sentito sia dagli studenti che dalla direzione che negli anni ha tentato di risolvere il problema con scarso successo. Abbiamo più volte chiesto aiuto alle istituzioni per avere più spazi, e sebbene l’Accademia di Catania sia la seconda in Italia per numero di iscritti, non abbiamo mai ricevuto quanto chiesto. Abbiamo tutto per fare il grande salto di qualità e formare sempre meglio le professionalità per il campo artistico ma per farlo abbiamo bisogno di aule e laboratori. L’Accademia è come un bella donna elegante costretta a vestirsi in un garage.

Il valore degli studenti formati dall’Accademia di Catania è riconosciuto da molti, tanto che alcuni dei diplomati esporranno le proprie opere alla Biennale di Venezia. Intanto, gli occupanti non sono rimasti con le mani in mano: tra un evento e l’altro hanno fondato l’associazione “Culturazione” – che fornirà il supporto per le prossime iniziative – e stanno preparando una performance per presentare il lavoro svolto fino a questo momento e gli obiettivi futuri.

Durante il cinquantesimo giorno di occupazione siamo andati a trovare gli studenti che hanno “preso possesso” dei locali. Li abbiamo trovati intenti a sistemare le sedie per la lezione che sarebbe iniziata di lì a poco. Appena entrati, in un angolo notiamo alcune delle opere che hanno prodotto nelle settimane precedenti. Stiamo vivendo il momento più critico dall’inizio dell’occupazione. Nei primi 50 giorni abbiamo ricevuto il sostegno da parte dell’Accademia e dei docenti, adesso sentiamo che questo appoggio sta venendo a mancare, ci dice Enrico Festa, rappresentante degli studenti.

Occupiamo da lungo tempo ma non abbiamo ancora ottenuto quanto volevamo. Vogliamo dei locali da autogestire per poter continuare con le nostre attività culturali e per portare ad un livello più alto quello che abbiamo fatto fino ad ora, continua il rappresentante. L’intento degli occupanti è quello di continuare con le smart session (percorsi d’arte proposti dagli studenti e seguiti da dibattito), con gli show desk (mostre delle opere degli studenti) e con incontri formativi con artisti.

In poco tempo partirà anche il cineforum e si è già costituita una compagnia teatrale composta da studenti. Non abbiamo ancora deciso quando, ma presto presenteremo la nostra associazione e i nostri progetti attraverso una performance che non significherà la fine dell’occupazione ma, al contrario, sarà un modo per rilanciare le nostre iniziative, aggiunge Festa.

Mentre parliamo con il rappresentante degli studenti conosciamo Alfio, un altro dei “protagonisti” attivi nell’occupazione. Alfio studia pittura ed è orgoglioso di mostrarci i suoi lavori esposti nell’aula occupata. Con lui Prema, iscritto al corso di arti tecnologiche, che ci mostra qualche foto e propone il suo personale bilancio sull’occupazione. Il bilancio non è positivo secondo me. Su 1800 studenti iscritti ci siamo ritrovati in venti ad occupare e questo è una vergogna. Stiamo tutti male, ma il disinteresse di molti è preoccupante. Per questo credo si debba continuare.

Più positiva la visione di Chiara, studentessa che segue il corso in restauro. Uno dei momenti che ricordo con più piacere è l’incontro con Beppe Grillo. Il suo intervento ha portato in aula magna tantissimi studenti  che si sono avvicinati al gruppo degli occupanti, ci racconta. L’importanza di questa occupazione sta proprio nella possibilità di incontrarsi, parlarsi, dibattere, condividere nei locali dell’accademia. Abbiamo sempre sofferto la mancanza di un luogo per stare insieme. Non abbiamo aule studio attrezzate e l’aula magna, prima del nostro arrivo, era sempre chiusa. Ci siamo ritagliati un posto per l’aggregazione sociale, sottolinea con orgoglio Chiara.

La protesta degli studenti dell’Accademia rimane l’occupazione più lunga in questa stagione di manifestazioni a Catania e potrebbe portare ad un effettivo miglioramento della condizione degli studenti. La costituzione di un’associazione e la voglia di valorizzare le loro risorse non è cosa da poco. Per il resto, chiedere dello spazio per creare e sperimentare con gli altri studenti non dovrebbe rappresentare una pretesa enorme…

Pubblicato su Universitinforma, mese di febbraio

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