In questi casi a me viene in mente Orwell

«Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario» [George Orwell]

E’ passato.
Dove sta la novità? Era chiaro che sarebbe passato. E’ questione di fiducia.

Il ddl sulle intercettazione è passato al Senato. Manca il passaggio alla Camera dove dovrà essere votato senza modifiche perché così hanno deciso Berlusconi e Fini. Dopo, finalmente, il Presidente della Repubblica potrà firmarlo così da essere promulgato. E che non gli si chieda di non firmare. E’ come Cannavaro, se un ragazzino gli chiede un autografo lui mica lo può negare! Il Presidente firma se gli dicono di farlo.

Giornata piena quella di oggi per la maggioranza. Hanno prima dovuto porre la fiducia poi sistemare il nodo alla cravatta e passare la mano tra i capelli così da esser pronti e in ordine per le interviste per il tg della sera.  «Questa legge è compromesso accettabile» sento dire ad Italo Bocchino. Proprio questo è il problema. Questa legge è il compromesso tra la prima proposta pazzesca e criminale e l’ultima semplicemente assurda.
Loro sono furbi, gli altri cascano in tutti i loro giochetti. Loro la sparano sempre molto grossa. «Giustizieremo l’informazione con una bomba atomica», hanno detto all’inizio. Subito è partito il coro dei “no” e i post-it. Le proteste e i piagnistei. Tutto previsto, e allora i furbi abbassano il tiro: «L’uso della bomba atomica è sbagliato. Giustizieremo l’informazione con un colpo di pistola. Di piccolo calibro, tranquilli». Le proteste continuano ma l’opinione pubblica è un po’ più tranquilla. Intanto l’informazione è morta. Missione compiuta.

Questa tecnica la usano sempre più spesso, e sempre meglio.
Io quando vedo queste cose non posso non pensare ad Orwell, a 1984 e a La fattoria degli animali. Mi ritornano in mente le pagine di quei libri, e da queste una frase è rimasta appiccicata in testa. Cerco di scacciarla ma lei aderisce perfettamente nello spazio tra un mio pensiero e l’altro. «Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire».

Forse non sarà più cosi in Italia. Anzi, in italia come ho letto da un articolo di Repubblica.it che riportava una dichiarazione di Maurizio Gasparri. Non credo sia stato un errore, se Gasparri, quella frase, l’avesse scritta e non pronunciata avrebbe usato la i minuscola. Per Gasparri e per quelli del Pdl l’italia è una nazione con la i minuscola.

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Un pensiero su “In questi casi a me viene in mente Orwell

  1. A proposito del compromesso, sai cosa non ho sentito dire (o mi è sfuggito)? Che il compromesso in realtà non c’è, è tutta tattica. La prima stesura della legge era talmente abonivole che quella di adesso, in confronto, sembra accettabile, quando in realtà è solo un po’ meno abominevole. E’ tattica. Mi ricorda tanto quella storia della rana che messa in pentola sul fuoco con acqua inizialemnte fredda si lascia morire perchè si abitua costantemente alla temperatura dell’acqua…

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